YouTube non fa guadagnare soldi a Google (che comprò YouTube)

Nonostante YouTube abbia 1 Miliardo di utenti mensili, questi utenti, non sono in grado di fare guadagnare soldi alla società.
Si è in un sostanziale pareggio tra ricavi e spese.
E Google? Ovviamente non è soddisfatto del proprio investimento / acquisizione.

In base ad una ricerca effettuata dal Wsj (Wall Street Journal – ndr)

YouTube non genera utili/profitti per Google (che comprò YouTube).

I ricavi di YouTube nel 2014, sono stati pari a 4 Miliardi di dollari.

A questi ricavi vanno sommate le spese e si giunge più o meno in pareggio.
Mentre nel 2013, YouTube, ha generato ricavi pari a 3 Miliardi di dollari.

L’aumento di 1 Miliardo di dollari, per i ricavi del 2014, è stato generato proprio grazie
ad una maggiore raccolta per la pubblicità online su YouTube.

Il problema di fondo è che pesano le spese per 2 voci:
– i contenuti (YouTube paga gli editori video, per avere contenuti di qualità sul proprio network)
– l’infrastruttura tecnologica (per avere 1 Miliardo di utenti attivi al mese il costo per gli hosting/server e gli ingegneri è molto elevato)

Ma qual è il vero problema di YouTube?

La risposta è: il target

Ovvero, il pubblico di YouTube è composto da adolescenti e preadolescenti, “squattrinati”
senza un reddito e potere d’acquisto.

Ma questi adolescenti e preadolescenti, “squattrinati” di YouTube cosa ne pensano dei video che guardano?
Semplicemente, pensano a Youtube come se fosse il “loro hard disk portatile”:
un archivio fatto di video da guardare per poi passare ad altri siti che pubblicano altri video.

Business fallimentare per YouTube?

Forse si, o forse no, di sicuro chi ha gestisce il marketing di YouTube, non avrà giorni facili da vivere,
con Google che “pressa” per avere dei profitti dal proprio investimento / acquisizione (YouTube – ndr)

E quale sarebbe dunque l’obiettivo (o la speranza – ndr) di Google?

Paragonare YouTube alla TV (televisione – ndr), nelle modalità d’accesso, ma la TV è immediata, mentre per YouTube, come per qualsiasi altro sito web, è necessario del tempo per caricare la piattaforma (o tramite un PC (personal computer – ndr) o tramite un notebook (computer portatile – ndr) o tramite un tablet, o mediante un cellulare smartphone).

E a quale target sarebbe rivolto?
Canali di intrattenimento, principalmente.

Nel 2012, YouTube (o meglio: Google è quello che paga per YouTube), ha pagato ai produttori di contenuti video, centinaia di Milioni di dollari per generare contenuti video di qualità, nel tentativo di creare dei canali quasi-televisivi, senza però ottenere i risultati sperati.
Google (proprietario) di YouTube, lancia oltre 100 canali video tematici

Google che paga per i contenuti?

Il vecchio motto di Google era “content is king“. Appunto era, perché dal 2012, anche Google paga per generare contenuti.
Ma i contenuti generati artificialmente non sono contro le linee guida di Google?
Dunque, con YouTube, Google va contro le proprie “regole e principi”.

Ma si sa che le regole valgono sempre per gli altri e mai per noi stessi, caro Google “piglia tutto”.

Le strategie di YouTube-Google per aumentare i ricavi?

Per avere una programmazione di qualità su YouTube, ed avere più utenti “in target”, a Gennaio 2015Google ha firmato un accordo con la National Football League statunitense, per fare vedere
gli highligths (brevi filmati video – ndr) delle partite, su YouTube.

Mentre in precedenza, a Novembre 2014, YouTube ha annunciato un servizio musicale in abbonamento, in stile “iTunes” dal nome “Music Key“, dove sarà presente un database con a disposizione Milioni di canzoni e video, senza la tanto odiata pubblicità.
Il costo dell’abbonamento musicale mensile dovrebbe essere di 7,99 Dollari / Euro (attenderemo conferme da parte di Google & co – ndr)

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Classifica Città Facebook: in 25 Milioni a Gennaio 2015

Ecco i Numeri ufficiali sull’utilizzo di Facebook per l’Italia: 21 Milioni di italiani usano Facebook da Mobile (cellulari: Smartphone e Tablet – ndr). Roma, Milano e Napoli le prime 3 città.

Dunque, in ordine di utilizzo troviamo le seguenti regioni in Italia:

Lazio, con Roma e provincia: 2.800.000 utenti di Facebook
Lombardia, con Milano e provincia: 2.200.000 utenti di Facebook
Campania, con Napoli e provincia: 1.120.000 utenti di Facebook
Piemonte, con Torino e provincia: 640.000 utenti di Facebook
Sicilia, con Palermo e provincia: 500.000 utenti di Facebook
Emilia-Romagna, con Bologna e provincia: 400.000 utenti di Facebook
Toscana, con Firenze e provincia: 380.000 utenti di Facebook
Liguria, con Genova e provincia: 320.000 utenti di Facebook
Puglia, con Bari e provincia: 280.000 utenti di Facebook
Veneto, con Venezia e provincia: 140.000 utenti di Facebook
Umbria, con Perugia e provincia: 124.000 utenti di Facebook
Friuli-Venezia Giulia, con Trieste e provincia: 108.000 utenti di Facebook
Trentino-Alto Adige, con Trento e provincia: 100.000 utenti di Facebook

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Composizione Utenti Facebook per Sesso:

52% Uomini
47% Donne
1% Non Classificato

Composizione Utenti Facebook per Età:

– il 21,7% ha una età compresa tra i 36 ed i 45 anni
– il 17,4% ha una età compresa tra i 19 ed i 24 anni
– il 15,2% ha una età compresa tra i 46 ed i 55 anni
– il 13,8% ha una età compresa tra i 30 ed i 35 anni
– il 12,3% ha una età compresa tra i 25 ed i 29 anni
– il 10,1% ha una età compresa pari e/o superiore ai 56 anni
– il 9,4% ha una età compresa tra i 13 ed i 18 anni

Utilizzo Giornaliero Utenti Facebook:

– 20 Milioni gli italiani in totale
di cui: 16 Milioni solo da Mobile (cellulari: Smartphone e Tablet – ndr).

Utilizzo Mensile Utenti Facebook:

– 25 Milioni gli italiani in totale
di cui: 21 Milioni solo da Mobile (cellulari: Smartphone e Tablet – ndr).

 

Instagram, stima ricavi per 700 Milioni di dollari per il 2015

Secondo le dichiarazioni di Facebook, relative a Gennaio 2015,
gli utenti di Instagram hanno condiviso più di 70 milioni di foto e video al giorno.

Previsione del fatturato di Instagram entro la fine del 2015

Instagram, il social network per condividere foto e video, acquistato da Facebook nel 2012, prevede ricavi per 700 Milioni di dollari entro la fine del 2015.

Instagram nel 2020, gli scenari possibili secondo gli analisti

Le più rosee proiezioni, degli analisti di Cowen&Co, stimano ricavi, nel 2020, per 5,8 Miliardi di dollari.

Numero di utenti Instagram

Sempre secondo “gli esperti” (o presunti tali – ndr) gli utenti di Instagram raddoppieranno:
dai 300 Milioni attuali ai 680 Milioni entro 5 anni.

Arriveranno anche i più grandi inserzionisti che investiranno nella pubblicità online su Instagram

Beh, che dire con tutto questo ottimismo?
Chi vivrà. vedrà!

Quanto vale Instagram?

Il valore (sempre secondo gli “analisti”) stimato di Instagram sarebbe di 33 Miliardi di dollari
Twitter, vale 30 Miliardi di dollari
Snapchat, vale 19 Miliardi di dollari

La storia di Instagram. Da Start Up a Social Network mondiale

Instagram è nata nel 2010, come start up, inizialmente era una app per le foto per il mobile (smartphone e/o tablet – ndr), per poi arrivare sul web con nuove funzioni (condividere brevi video – ndr), e proporsi al “grande pubblico” in tutto il mondo.

Facebook nel 2012, acquistò Instagram per 741 Milioni di dollari ed ha iniziato a monetizzare il social network mediante spazi pubblicitari.

Instagram

 

Lista Falciani: i nomi dei 7.499 italiani con i conti in HSBC Banca in Svizzera

Pubblicati i nomi degli italiani contenuti nella Lista Falciani: 7.499 italiani con i conti correnti in HSBC Banca in Svizzera.

Leggi il documento con la lista di oltre 106.000 persone con i conti correnti bancari in HSBC Banca in Svizzera.

Tra i nomi troverai molti imprenditori (Prenditori – ndr) attori italiani, politici e sportivi.

Pubblicati i nomi degli italiani contenuti nella Lista Falciani: 7.499 italiani con i conti correnti in HSBC Banca in Svizzera.

Il documento Swiss Leaks, sta letteralmente facendo il giro del mondo!

HSBC-Banca-Svizzera

 

Guarda l’Aurora Boreale su Google Maps – Google Street View

Da oggi, potrai ammirare le spettacolari luci della natura su Google Maps – Google Street View.

Le immagini sono quelle dell’Aurora Boreale dei laghi ghiacciati della Finlandia.

Clicca qui per vedere l’Aurora Boreale su Google Maps – Google Street View.

Northern Lights, Finlandia
L’aurora boreale, nota anche come Aurora Borealis, è una luce naturale nel cielo, soprattutto vista nelle regioni di alta latitudine (Artico ed Antartico).

Le aurore boreali possono assumere molte forme diverse.

Le luci del nord hanno avuto una serie di nomi nel corso della storia.

Nell’Europa medievale, le aurore boreali erano comunemente ritenute un segno di Dio.

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Samsung pronta a comprare BlackBerry per 7,5 Miliardi di dollari

Samsung, avrebbe offerto 7,5 Miliardi di dollari per acquisire BlackBerry, ed i suoi brevetti.
Operazione che doveva essere “top secret”, infatti le 2 aziende negano e non confermano la notizia.

Le voci avevano fatto crescere il titolo di BlackBerry del +30%.
Successivamente alle smentite, il valore delle azioni di BlackBerry sono crollate del -14%.
Questo significa comunque che c’è un reale interesse da parte degli azionisti affinché la fusione tra Samsung e BlackBerry avvenga.

Le notizie vengono riportate da diversi giornali in U.S.A..
Tra Samsung (azienda Coreana) e BlackBerry (azienda Canadese) si ipotizza un accordo tra i 6 e i 7,5 Miliardi di dollari.
Offerti tra i 13,35 ed i 15,49 dollari per azione.

Per l’ufficializzazione dell’offerta di acquisizione tra Samsung e BlackBerry, però, dovremo ancora attendere.

SamsungBlackBerry

 

Google: traduzione vocale per il traduttore Google Translate

Google, secondo una notizia riportata dal New York Times (Nyt), sarebbe pronta a sfidare Skype (che si sta cimentando nella traduzione vocale in tempo reale – ndr), con una nuova funzione:
in arrivo la traduzione vocale per il traduttore di Google.

Sarà dunque possibile avere una traduzione scritta in tempo reale, direttamente sul display del proprio smartphone/tablet/PC (personal computer – ndr), di un dialogo vocale in lingua straniera.

Il Traduttore di Google, ad oggi ha:
– 100 Milioni di installazioni su piattaforma Android
– 500 Milioni di utenti mensili in totale

Il Traduttore di Google, ad oggi: traduce 90 lingue.
Per ora trattasi solo di: traduzione scritta, con l’opzione vocale del testo tradotto.

La traduzione vocale istantanea, in tempo reale, sarebbe per Google, una nuova fonte di traffico, considerato il -2,2% di utenti persi in U.S.A., dopo l’accordo siglato tra Firefox (browser per navigare su Internet) e Yahoo!, motore di ricerca, “rivale” di Google.

Google-Traduttore

 

Google perde il 2,2%, delle ricerche online in U.S.A.: dopo l’accordo Firefox-Yahoo!

Lo avevo già scritto in questo precedente post: “Yahoo! recupera posizioni: sarà il Motore di Ricerca predefinito su Firefox al posto di Google
oltre a: “Anche Apple potrebbe abbandonare Google nel 2015, come Motore di Ricerca

Ebbene si, finalmente qualcosa si muove nel mondo dei motori di ricerca:
Google continua a cedere/perdere quote di mercato nelle ricerche online, a favore di Yahoo! che per anni è rimasta “al palo” a guardare/dormire.

Tutto questo è stato possibile grazie all’accordo fatto tra Yahoo! e Firefox (browser per navigare su internet – ndr), dove Yahoo! ha preso il posto di Google nelle ricerche online (in U.S.A.), come motore di ricerca predefinito.

In base ai dati forniti dai ricercatori di Statcounter: negli Stati Uniti, Yahoo! passa dall’8 al 10%.

A Dicembre 2014 la quota di Google nelle ricerche online da computer è scesa, in U.S.A., al 75,3% rispetto al 77,5% di Novembre 2014.

L’accordo tra Firefox e Yahoo! è stato per Google un brutto colpo, e se ciò non bastasse, anche Apple sarebbe pronta a mollare Google, nelle ricerche generate dagli smartphone e tablet, sul suo browser Safari per navigare sul web da iPhone e iPad.

Statcounter, afferma che da Safari a Dicembre 2014 è passato il 54% di tutto il traffico internet generato dai dispositivi mobili (smartphone e tablet – ndr) in U.S.A.

YahooFirefox-MozillaGoogle Logo 2010

 

WhatsApp: ha raggiunto quota 700 Milioni di utenti attivi

Oltre 30 Miliardi di messaggi inviati al giorno, per comunicare sulla App per cellulari smartphone.

WhatsApp: la chat per cellulari, acquisita da Facebook per 19 Miliardi di dollari,
si conferma il primo player per questo tipo di app/chat sul telefonino.

Ad Agosto 2014, WhatsApp aveva 600 Milioni di utenti attivi.
Mentre oggi, WhatsApp: ha raggiunto quota 700 Milioni di utenti attivi

Secondo alcune indiscrezioni, a breve, su WhatsApp si potranno fare anche telefonate e si potrà utilizzare anche sui PC (personal computer – ndr).
Ricordiamo che la app per chattare si può installare solo sui cellulari smartphone, e non sui normali computer desktop / portatili / notebook.

Tra le App simili a WhatsApp, troviamo Messenger, sempre di proprietà di Facebook,
con una quota di 500 Milioni di utenti mensili a Novembre 2014,
che è diventata obbligatoria su Facebook per chattare con gli amici del social via smartphone e tablet.

A seguire, c’è: Snapchat, che non ha ancora dichiarato il numero “ufficiale” di utenti attivi che utilizzano
la chat dei messaggi usa e getta che di “autodistruggono” dopo un tempo stabilito dal mittente del messaggio.
Si ipotizzano tra i 100 ed i 200 Milioni di utenti attivi.

WhatsApp-WA

 

Snapchat vale 10 Miliardi di dollari

Snapchat, la chat per cellulari smartphone, è l’app dei messaggi che si “auto-distruggono” dopo essere stati letti dagli utenti, raccoglie ulteriori fondi: 486 Milioni di dollari, ed aumenta il suo valore complessivo.

In soli 3 anni Snapchat vale 10 Miliardi di dollari.

La notizia è del Financial Times.

Le valutazioni delle start up tecnologiche, in U.S.A. (e mai in Italia – ndr) sono in continuo aumento anche se sono nelle prime fasi iniziali di sviluppo.

Ricordiamo inoltre che Snapchat, rifiutò l’offerta di Facebook da 3 Miliardi di dollari.

Snapchat

 

Amazon ha perso il -22% del suo valore nel 2014

Il 2014 è stato un anno nero, sia per Amazon che per il suo fondatore Jeff Bezos.
Il peggiore per Amazon dal 2008 quando i titoli delle azioni hanno perso il -44%.

La notizia è del Wall Street Journal (Wsj).
Jeff Bezos, ha 84 Milioni di azioni di Amazon (il 18,3% della società) con un valore attuale di 26,1 Miliardi di dollari.

Nel 2014, Amazon ha perso il -22% del suo valore.
Jeff Bezos, l’amministratore delegato e fondatore di Amazon ha perso, nel 2014 ben 7,4 Miliardi di dollari.

Amazon

 

Natale 2014, ricerca eBay: italiani ritardatari per i regali di Natale

Come da tradizione “l’italiano medio” fa sempre tutto all’ultimo minuto:
dai viaggi, ai regali di Natale.

Le più tecnologiche sono le donne, che nel 74% dei casi, pensano ad effettuare gli acquisti dei regali di Natale online, attraverso i siti di e-commerce.

Sono i dati che emergono da alcune ricerche commissionate da eBay in vista delle feste di Natale.

– il 44% degli adulti che cerca ispirazione per i regali online, utilizzando internet prima di decidere
– il 46% delle persone che inizia a pensare ai reali di Natale da mettere sotto l’albero solo a Dicembre
– il 14% non pensa di occuparsene prima dell’ultima settimana prima del Natale
– il 3% aspetterà gli ultimissimi giorni di Natale disponibili.

Confermata anche per il Natale 2014, la tendenza “last minute”:
il giorno di picco per gli acquisti sul sito di e-commerce: eBay, è previsto per il 15 Dicembre.

Chi si occuperà dei regali di Natale?
– le donne (74%) con una media di 10 regali, ed una spesa media di Euro (€) 185,00
– gli uomini (29%) con una media di 7 regali, ed una spesa media di Euro (€) 204,00

Dove si spenderà di più per i regali di Natale?
1) Piemonte e Valle d’Aosta: con una spesa media di Euro (€) 222,00
2) Lombardia: con una spesa media di Euro (€) 213,00

A chi si penserà per il regalo di Natale?
– al partner / compagno/a / fidanzato/a
– ai figli

Previsioni in calo, secondo eBay, per le vendite nei Centri Coomerciali:
- il 34% degli italiani utilizzerà un cellulare: smartphone e/o tablet per acquistare direttamente almeno un regalo di Natale.

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Il 16% degli italiani si collega ad Internet utilizzando solo lo Smartphone e/o il Tablet

Dunque, questi utenti che utilizzano internetsolo da mobile“, ignorano il PC (personal computer – ndr) e/o Notebook (computer portatile – ndr).

Mi chiedo come si possa “lavorare” utilizzando questi dispositivi: Smartphone e/o il Tablet
dunque deduco, che questo tipo d’utenza, pari al 16%, utilizza internet per “svago” o per operazioni “non troppo impegnative”, tipo fare “gossip” sui Social Network, o parlare della “partita di calcio” e solite argomentazioni del “tempo libero”.

Ritornando ai dati di ComScore, che ha effettuato questa ricerca, abbiamo anche:
42% di persone utilizza il web solo da PC (personal computer – ndr) e/o Notebook (computer portatile – ndr).
42% di utenti si collega online da entrambe le piattaforme: PC (personal computer – ndr), Smartphone e/o il Tablet.

24,3 Milioni di italiani guardano Video da desktop (PC e/o Notebook - ndr)
e 12,3 Milioni di utenti online guardano Video da mobile (Smartphone e/o Tablet - ndr).

Secondo i dati relativi a Settembre 2014:
gli utenti che guardano i video sullo smartphone almeno una volta a mese sono il 49% del totale da mobile.
(la percentuale era del 38% nel Settembre 2013).

Mentre le persone che guardano i video su Smartphone e/o Tablet, almeno una volta a giorno, sono il 15%
(erano il 12% un anno fa).

Dunque, si deduce che: l’utenza si sta spostando, sempre più, sul mobile, anche grazie ai Social Network.

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Classifica dei Social Network. In crescita: Tumblr (+120%), Pinterest (+111%)

Ecco la classifica dei Social Network in base alla crescita, secondo il rapporto di GlobalWebIndex, che ha analizzato gli ultimi 9 mesi del 2014, quindi fino a Settembre 2014:

Tumblr (di proprietà di Yahoo!) (+120%)
Pinterest (di proprietà di Facebook) (+111%)
Facebook, cresce appena del 2% dall’inizio del 2014 ed è molto vicino al punto di saturazione.

La ricerca di GlobalWebIndex è stata effettuata su un campione di oltre 40.000 persone.

In numeri assoluti, nonostante la scarsa crescita, Facebook, rimane comunque il primo social network, per audience:

1) Facebook
2) YouTube (66%)
3) Google+ (66%)
4) Twitter (55%)
5) Instagram (15%)
6) LinkedIn (15%)
7) Pinterest (15%)
8) Tumblr (9%)
9) Badoo (9%)
10) Myspace (9%)

Tumblr e Pinterest hanno gli utenti più giovani.
Il 70% degli utenti ha un’età compresa fra i 16 anni ed i 34 anni.
Mentre Facebook ha l’audience più adulta, con oltre il 25% degli iscritti/utenti sopra i 45 anni.

Quanto alle app, usate sul mobile, dai telefoni smartphone, e tablet:
1) Snapchat (cresce del +56%)
2) Facebook (ha una quota del 43%)
3) Facebook Messenger (ha una quota del 27%)
4) WhatsApp (ha una quota del 25%) (WhatsApp è di proprietà di Facebook)

TumblrpinterestFacebookYouTubegoogle-plus+Twitter

 

A Milano il 73% delle persone, usa internet. Ricerca del Censis

Ennesimo primato per la città di Milano: il 72,8% di chi vive a Milano usa ogni giorno internet,
interagendo con il web in modo attivo.

Questi sono i dati estrapolati da una ricerca del Censis.
Dunque, a Milano, si collega online quasi il doppio della media italiana.

Milano è anche la città più cablata d’Europa.

Il 55% delle persone che vivono a Milano, afferma d’essere molto soddisfatto dei servizi basati sulla fibra ottica.

Soltanto nei casi in cui si voglia scaricare un film, questa percentuale cala drasticamente.
E questo significa, che c’è ancora molto da lavorare sulla “fibra ottica”.

CensisMilano-Duomo-Ricerca-Censis-Internet

 

Anche Apple potrebbe abbandonare Google nel 2015, come Motore di Ricerca

“Caro” il mio Google “piglia tutto e tutti”, adesso tutti sono pronti a mollarti.
Dopo Firefox, il browser per navigare su internet del gruppo Mozilla Foundation,
anche Apple è pronta a “salutarti”.

In effetti, il comportamento di Google, come motore di ricerca,
da qualche anno, non piace più a nessuno.
Ai SEO in particolar modo.

Il motivo ?
Le “spie umane” di Google chiamate “Quality rater”,
ovvero coloro i quali dovrebbero (a loro dire – ndr) sorvegliare
sulla qualità dei risultati organici, forniti da Google
nel motore di ricerca, per i siti posizionati in modo organico.

Tali individui, penalizzano i siti in modo “manuale”
a loro insindacabile giudizio, a prescindere dalle “barzellette”
sulle “norme di qualità” scritte nelle regolette dei webmasters da Google.

Google, vuole (avrebbe voluto – ndr) gestire tutto e tutti, e questo mio “caro” Google,
non è più possibile.
Sei diventato il diavolo che dicevi di non voler essere,
famoso motto di Google: “Don’t be evil!”

Nel 2015, finalmente, scadrà l’accordo, tra Apple e Google per il Motore di Ricerca predefinito, e già si sono fatti avanti sia Yahoo! che Bing (di Microsoft – ndr).

E saremo tutti pronti a brindare alla fine del monopolio di Google,
se nel 2015, Apple, cambierà partner per i risultati come motore di ricerca predefinito sui propri dispositivi:
computer Mac
iPhone
iPad

La notizia è stata diffusa dal sito: The Information.

Apple ha già eliminato di “default” sia YouTube che Google Maps all’interno del suo motore di ricerca: Safari
sui propri prodotti: computer Mac, iPhone, iPad.

AppleGoogle Logo 2010

 

StartUp: Vi racconto cosa realmente sono le Start Up in Italia, Milano

Nella mia quasi ventennale esperienza online (20 anni su Internet – ndr), ne ho viste di tutti i colori, come si suol dire: “di cotte e di crude”.

Ho collaborato con società: S.n.c., S.r.l., e con le tanto ricercate S.p.A. (attenzione alle S.r.l. mascherate da S.p.A., quelle sono le peggiori – ndr).

Mi mancavano le tanto “chiacchierate” StartUp o Start Up.

Se anche tu, sei a cercare sui motori di ricerca, e su Google.it, prima di tutto, fai attenzione ai “facili entusiasmi” degli articoli che leggi. La realtà delle cose, come spesso accade è ben diversa dalle “chiacchiere” lette online. L’esperienza, quella reale e vissuta in prima persona: è l’unica risposta alle tue domande e dubbi sulle StartUp o Start Up.

Dopo aver ricevuto svariate richieste da questo tipo di aziende: StartUp o Start Up, decido di “sperimentare” sulla mia pelle, cosa significa realmente lavorare in una S.p.A. StartUp o Start Up, di Milano.

Solite chiacchiere di presentazione, e poi di benvenuto, si parla di pseudo-quotazioni in borsa, di business plan “rampanti”, in poche parole, le solite cagate all’italiana = tanto fumo e niente arrosto.

Già dall’analisi del business plan, i conti non tornano, si prevedono quasi 4 Milioni di Euro di perdita, per il primo anno di attività, ma poi “magicamente”, secondo il business plan “scritto ad hoc”, già dal secondo anno, i 4 Milioni di perdita iniziale, si azzerano e si va in utile.
Non è un film di fantascienza, ma il loro business plan, fatto scrivere a Londra, “dai guru del marketing”.

Anche se, dubito che un investitore serio possa credere ad un business plan del genere (fossi io l’investor, non ci investirei neppure 1 Euro con un business plan del genere – ndr).

Vabbè, mi sono detto: “non saranno i soliti ca**ari all’italiana, ci sarà un minimo di studio alle spalle, in questa S.p.A. StartUp o Start Up“.

Inizio a lavorare, e comincio a chiedere delle “risorse umane” da gestire, ma mi viene risposto che per una questione di costi, devo coordinarmi con l’estero: Egitto, Pakistan, India, ed altri paesi del terzo mondo.
E già qui, qualcosa non mi torna e fra me e me, mi dico: “ma se ci sono 4 Milioni di Euro di perdita già preventivati, cosa vuoi che ti costi avere 2 persone in più, da gestire in Italia?”

Niente da fare, il Pakistano, mi dice che “devo scrivere un progetto”.
E gli rispondo: “che progetto ti devo scrivere? Se non lo sai tu, cosa fare, vuoi che te lo dica io ?”

Poi il Pakistano, fa la spia con l’Egiziano, e mostra le mie e-mails di risposta, inviate agli Indiani, che almeno loro avevano un minimo di intelligenza, e chiedevano a me informazioni sull’azienda.

Alla fine, io, che avrei dovuto fare strategie di web marketing, inizio a scrivere progetti, su come si realizza un sito. Udite, udite: non sapevano neppure come fare un sito e che tipo di sito internet avrebbero voluto!

Ed iniziano i primi scontri all’interno della S.p.A. StartUp o Start Up, di Milano.

Il paraculo del CEO, (che altro non è che il “prestanome” della società, in quanto chi realmente ha le quote, il “famoso presidente sbucato fuori dal nulla” ha fatto fallire diverse società in Italia, e non può intestarsi le società a suo nome – ndr), dopo una settimana che ho lavorato senza contratto, perchè non avevano neppure un responsabile HR che gli scrivesse il contratto, il giorno della firma del contratto, dopo neppure 2 ore, in presenza dell’Egiziano e del Pakistano, giusto per “ingraziarsi i presenti” e “far vedere un minimo di spina dorsale con l’ultimo arrivato” mi dice: “e ma allora pensiamoci bene, è un rischio, al massimo ci prendiamo una pizza insieme!”

In poche parole, il prestanome, “qualificato” come CEO, voleva già “liquidarmi” lo stesso giorno della firma del contratto, dopo avermi fatto lavorare una settimana senza contratto!
E già da qui, ho capito, che in questa S.p.A. StartUp o Start Up, i miei giorni erano contati.

Il motivo: loro non sapevano (ed ad oggi non lo sanno ancora – ndr) cosa fare, e dovevo essere io a spiegare all’Egiziano e al Pakistano, come fare le cose!
E la domanda nasce spontanea: “ma visto che Voi, avete aperto questa S.p.A. StartUp o Start Up, su quali basi pensate di poter rispettare le tempistiche del business plan, anche se clamorosamente in perdita di 4 Milioni di Euro per il primo anno, se non sapete neppure Voi cosa dovote fare ? Come faccio io, a sapere cosa Voi volete fare in questa S.p.A. StartUp o Start Up?”

Alla fine, “riesco a portarli sulla retta via”, o almeno così pensavo, ed inizio a spiegare “l’ABC” delle cose: composizione del team, contatti con le concessionarie pubblicitarie, budget da investire.

Sembrava tutto ok, compreso con il CEO (il prestanome – ndr), che faceva “buon viso a cattivo gioco”, ma comunque, si era calmato, e mi lasciava fare, visto che era stato lui a firmarmi il contratto: “fammi lavorare! e non farmi perdere tempo ogni mezza giornata con il tuo account sul Social Network, che ti hanno creato l’anno scorso, e che oggi non sai più usare! Non sono il tuo stagista! Sono il Web Marketing Manager

Ma un bel giorno, “l’allegra brigata: un Egiziano, un Pakistano ed un italiano CEO (il prestanome – ndr)” hanno una forte ed accesa discussione, mi diranno i miei colleghi il giorno dopo: “sapessi come gridavano! Sembrava che si scannassero!” in questa S.p.A. StartUp o Start Up.

E quale fu la causa di tale “disarmonia tra le parti” ?

Nulla di tanto “inaspettato”, o almeno per me, e per chi ha un minimo di materia grigia (cervello – ndr).
I nostri “magnifici eroi” della S.p.A. StartUp o Start Up, avevano scoperto,
dopo che io avevo parlato, per l’ennesima volta con il Pakistano, che non sapeva cosa fare: ciò che andava normalmente fatto, ovvero, gli dissi: “ok, questi sono 8 preventivi, con il nostro target, io inizio ad impostare le campagne di web marketing, e con i grafici realizziamo le Landing Pages, ma i form di contatto degli utenti dove li facciamo arrivare? Chi li prende in carico? C’è un call center (o contact center – ndr) ?”

e lui mi guarda e mi dice: “tu li devi gestire” ;-)))

Ed io, a parte la “grassa risata” fatta (per non piangere per la disorganizzazione – ndr)
dopo aver preso fiato gli risposi: “secondo te, ipotizzando che andremo a contattare 1,5 milioni di persone, supponi nella peggiore delle ipotesi, che “solo” lo 0,5% ti invii i dati compilati sulla Landing Page, come faccio, io, che non mi occupo di call center (o contact center – ndr) a gestirti 7.500 richieste di potenziali clienti interessati ai prodotti offerti dalla Vostra StartUp o Start Up?”

Poi, il Pakistano, imbarazzato, mi rispose: “a Roma, ci sono….”
io: “chi?”
e lui: “call center è a Roma
ed io: “ma guarda che il CEO (il prestanome – ndr) mi aveva detto, che sempre per una questione di costi,
a Roma, c’è solo 1 (una) persona disponibile che risponde al telefono!”
e lui: “no, ce ne sono 80 (ottanta), tra 10 giorni tutto pronto”
ed io mi faccio un’altra risata (ma sempre per non piangere per la disorganizzazione – ndr)

Poi il Pakistano, va via… e riferisce all’ “allegra brigata” la sera stessa.
Ecco, questo fu: “l’elemento scatenante”.
O forse no?
Mi viene il dubbio della sedia. Ma quale sedia ?
Ricordo d’aver chiesto la sostituzione della scarsissima sedia, con mezzo schienale, che “ballava” pure, con una sedia con uno schienale da 75 cm, visto che devo stare seduto per 8 ore al giorno, mi sembrava una richiesta legittima.
Ma evidentemente, il costo della sedia, avrebbe fatto “sballare” troppo il loro business plan con oltre 4 Milioni di perdita del primo anno :-p

La settimana successiva, il paraculo del CEO (il prestanome – ndr), con “tono autoritario” mi chiama e mi presenta la lettera di licenziamento e mi dice: “non abbiamo visto che hai fatto molto in questo periodo”.

Adesso, mi concentro profondamente, conto fino a 10, mantengo la calma e ricordo a me stesso che sono un professionista e mi dico: “lascia stare. Meglio perderli che trovarli questi delle StartUp o Start Up. Salutalo, ringrazialo comunque, e metti una X, grande quanto una casa, per le prossime StartUp o Start Up che ti contatteranno.”

E così ho fatto.
Gli ho firmato la ricezione della “letterina”, ho salutato i miei colleghi, che poverini, avevano le lacrime agli occhi (in quanto anche loro sapevano e sanno benissimo, “di che morte moriranno” se continueranno a lavorare con questi “pittoreschi personaggi” della StartUp o Start Up – ndr).

Dunque, ricordati tu che leggi: che i “facili (quanto falsi – ndr) entusiasmi” che troverai all’interno delle StartUp o Start Up, in Italia, a Milano, e altrove, sono il preludio della catastrofe che sta per abbattersi su di te, e sulla tua carriera.

Medita bene, prima di accettare un incarico in una StartUp o Start Up.

Analizza bene il business plan, non farti ingannare dai ca**ari con i quali parlerai, e da un “contratto a tempo indeterminato” se poi ti mettono 60 giorni di prova, e tentano di “schiavizzarti” chiedendoti di fare cose per loro, che non rientrano nei tuoi compiti.

Abbandona finchè sei in tempo la StartUp o Start Up, e salvati!

startup-o-start-up-senza-ideesuccesso-fallimento-di-una-startup-o-start-upio-non-sono-il-futuro-startup-o-start-uplicenziamento-facile-startup-o-start-upfallimento-chiusura-startup-o-start-up

 

Yahoo! recupera posizioni: sarà il Motore di Ricerca predefinito su Firefox al posto di Google

Mi si conceda di dire: “Finalmente!!! Era ora!!!”

Yahoo! ha iniziato a recuperare posizioni nella “search” ovvero nelle ricerche che gli utenti effettuano, utilizzando il proprio motore di ricerca, in questo caso, connesso al browser di navigazione online: Firefox.

Dopo oltre 10 anni di “strapotere” di Google, finalmente Yahoo! “alza la testa”.

E se così facessero anche i Nostri storici “motori di ricerca” Virgilio.it, Libero.it, ecc.
sarebbe un bel giorno per tutti, ma ahimè, sono ancora tutti “Google dipendenti”, nel senso che,
anche se andate sui vari: Virgilio.it, Libero.it, ecc.
ed effettuate una ricerca, il motore di ricerca è sempre quello di Google.it
quindi, tanto vale restare su Google.it, o no ? ;-p

Ritornando all’accordo tra Yahoo! e Firefox (browser di navigazione internet – ndr )
Yahoo! sarà il motore di ricerca predefinito sul browser Firefox, inizialmente negli U.S.A. (Stati Uniti), fino alla fine del 2014, mentre ad inizio 2015, in tutto il resto del mondo per le varie countries di Yahoo!

L’accordo tra Yahoo! e Firefox, avrà una durata iniziale di 5 anni.

In base agli ultimi dati forniti da StatCounter:
Yahoo! totalizza il 10% delle ricerche effettuate, dal motore di ricerca, mediante computer negli U.S.A. (Stati Uniti).
Google, invece ha una quota pari al 67%.

Firefox ha il 10,4% del mercato secondo la ricerca di StatCounter,
mentre Chrome, il browser di Google, ha il 33,5%.

L’accordo tra Yahoo! e Firefox, oltre che i PC (personal computer – ndr)
riguarderà anche le ricerche effettuate sul browser da smartphone e tablet.

Gli utenti di Firefox (di proprietà della Mozilla Foundation – ndr) potranno effettuare le proprie ricerche nella barra del browser per la navigazione online: Firefox, e verranno forniti i risultati di Yahoo! e non più quelli di Google.

Con l’accordo tra Yahoo! e Firefox, Yahoo! punta ad aumentare la propria quota nel mercato delle ricerche online, per aumentare anche il fatturato delle inserzioni pubblicitarie della propria piattaforma Yahoo! Search Marketing.

Puoi scaricare gratuitamente Firefox, cliccando qui.

YahooFirefox-Mozilla

 

Yahoo! compra BrightRoll: 640 Milioni di dollari per la pubblicità video

Ecco la prima importante acquisizione di Yahoo!, dopo aver venduto parte della sua quota in Alibaba.

Yahoo! punta a rafforzarsi nel settore della pubblicità video.

Negli Stati Uniti, Yahoo! aveva una quota di mercato nella pubblicità online (digitale – ndr)
calata al 5,8% nel 2013.
Per il 2014 continuerà a perdere fino al 4,9%, dicono gli analisti.

Dunque, per rinforzarsi, Yahoo! acquista BrightRoll (la piattaforma video) per 640 Milioni di dollari.
Il pagamento è stato effettuato in contanti.

Secondo l’amministratore delegato di Yahoo!, Marissa Mayer, i video rappresentano le maggiori opportunità di crescita per Yahoo!

BrightRollYahoo

 

SEO: Google non aggiornerà più il PageRank nella Toolbar

Notizia di qualche settimana fa, ma ho voluto attendere prima di pubblicarla,
per approfondire meglio le informazioni.

Dunque miei cari SEO, come si suol dire a Roma ” e ‘mo so ca**i! ”
Se Google non aggiornerà più i dati del PageRank nella Toolbar, molti SEO saranno in serie difficoltà.

Ed infatti: iniziano a partire i primi “licenziamenti collettivi” di SEO.
(ho scritto un post precedente a questo, qui trovi il link, all’articolo: Le aziende cercano SEO Manager / SEO Specialist solo quando Google fa “sparire” i loro siti)

Dunque, queste informazioni importanti per tutti i SEO ed i proprietari di siti web: non saranno più disponibili ed aggiornate.

E Google continua a “mettere i bastoni tra le ruote” ai lavoratori SEO e del Web Marketing.
Google cambia le “carte in tavola”, a proprio piacimento, uso e consumo!
E questo non va bene!
Google: don’t be evil!

Prima con il “not provided” in Google Analytics (ed in tutti gli altri software di statistiche – ndr)
le keywords “cliccate” da Google, non saranno più presenti nei dati delle statistiche,
e non si potrà ottimizzare il lavoro dei risultati organici, e si è stati costretti ad investire su Google Adwords,
per avere un minimo di dati sulle keywords!
e Google ringrazia per il fatturato con Google AdWords!

Adesso, Google ci toglie anche il PageRank dalla Toolbar, per penalizzare quei SEO che fanno “Link Building” estremo (e/o a pagamento – ndr)
Si perchè “è vietato” dice Google, nelle regolette dei webmasters.
Ovvio: è vietato, perchè con il Link Building è stato “scardinato” l’algoritmo “top secret” di Google, e quindi, tutto ciò che fa perdere soldi a Google, è diventato “vietato” !

Google non vuole dividere “la torta” ne’ con i SEO, ne’ con gli operatori del web marketing.
John Mueller, di Google, lo ha anche affermato chiaramente in un video:
è giunta la fine degli importanti dati in chiave SEO.

Addio PageRank in Google Toolbar!

 

Le aziende cercano SEO Manager / SEO Specialist solo quando Google fa “sparire” i loro siti

E’ sempre così, non è mai colpa di Google, ma del SEO Manager / SEO Specialist.

Tante teste / Head of SEO sono cadute negli ultimi mesi.
Chissà come mai…
Quante telefonate di ex colleghi ho ricevuto negli ultimi 6 mesi!

Importanti Web Agency di Milano (e qualcuna anche in Svizzera – ndr), senza “guida” e con qualche “pischello” messo al posto del SEO Manager / SEO Specialist
per “rimpiazzarlo” in fretta ed in furia… ma… i risultati non sono (e non saranno mai – ndr)
gli stessi, perché: l’esperienza, quella vera, non la puoi comprare, mia cara multinazionale con il portafoglio pieno di soldi per i soci ma con le briciole per i dipendenti.

E di conseguenza, tante aziende: cercano SEO “bravi”. Anche se qualcuno è già scappato a Londra…

Ma attenzione, per SEO “bravi” significa che devi portare tutti i siti dei clienti della web agency
in prima pagina, anzi no, nelle prime 5 posizioni, anzi no, al numero 1 !!! Altrimenti non sei un SEO “bravo”.

Oh povera Italia (ed anche Svizzera, visto che stanno cercando anche lì – ndr)

Ma è mai possibile che non imparate mai nulla da Google ???
Cosa c’entrano i SEO adesso, se Google vi ha penalizzato, perchè “una loro spia” (individuo chiamato “quality rater” – ndr)
Vi ha bannato il sito dai risultati del motore di ricerca Google ?

Ma come si fa a valutare un “bravo” SEO da uno “scarso” ?
Semplice: non si può, finché non arriva il ban da parte di Google!
Fino ad allora tutti i SEO sono bravi ;-)

E tu? Cosa stai cercando un “pischello” SEO Junior, o un SEO Senior / Head of SEO per la tua azienda ?

Quando lo avrai capito…
…potrai contattarmi, compilando il modulo sottostante:


Google-SEO

 

WhatsApp: la chat dei cellulari, in 5 anni ha raggiunto 600 Milioni di utenti attivi mensili

Whatsapp compie 5 anni

 

Ogni giorno vengono scambiati su WhatsApp: 50 Milioni di messaggi.

WhatsApp, è dunque la chat numero 1 per i cellulari con 600 Milioni di utenti attivi mensili.

Gli attuali competitors di WhatsApp sono: Line, Kik, BBM (BlackBerry Messenger) e Viber.

Facebook ha speso 19 Miliardi di dollari per comprare la App chat per i cellulari: WhatsApp,
mentre l’offerta precedente di Google era stata di “soli” 10 Miliardi di dollari.

 

YouTube: abbonamento a pagamento per i video senza pubblicità

La notizia è del Wsj (Wall Street Journal), secondo cui la manager di Google, Susan Wojcicki, che dirige YouTube da inizio 2014, ha dichiarato che la piattaforma social dei video avrà un forte cambiamento.
Non solo pubblicità dunque, ma anche servizi in abbonamento.

Google nel 2006 acquistò YouTube pagando 1,65 Miliardi di dollari.

Ad oggi sembra, che la sola pubblicità dei video non sia sufficiente a far “batter cassa” in casa Google,
e quindi YouTube sta studiando forme alternative di guadagno, mediante l’abbonamento alla piattaforma social dei video.
L’obiettivo è aumentare i ricavi ed i profitti dal sito di video (YouTube – ndr).

Una volta abbonati a YouTube, si potrà avere accesso ai video, senza (l’odiosa ed obbligatoria – ndr) pubblicità che parte in automatico e si è costretti a guardare, prima dell’inizio del video.
In alcuni video, l’opzione “salta pubblicità” non c’è più, e bisogna guardarla per forza, per vedere il proprio video selezionato.
YouTube

 

Cerchi un Web Marketing Manager o un Traduttore Inglese-Francese-Cinese-Tedesco-Indiano-Spagnolo-Russo?

Premessa:
Scrissi questo post tempo fa, prima di lavorare con l’attuale azienda S.p.A. con la quale collaboro, oggi.

La “fase di transizione” tra la vecchia società “S.r.l.” e la nuova “S.p.A.”
è stato un periodo pieno di colloqui telefonici, ed incontri conoscitivi, con molte persone
(penso d’aver parlato tra telefono, ed incontri personali: con almeno 150 / 180 Recruiter / HR / A.D. (Amministratori Delegati / CEO))

Vi racconto la mia storia di quel periodo, parlando in tempo presente,
visto che ciò che leggerai, adesso, come già ti accennavo, lo scrissi durante la mia “fase di transizione” tra la vecchia società “S.r.l.” e la nuova “S.p.A.”.

“E’ da un po’ di tempo (che sta diventando troppo – ndr) che sto cercando di cambiare lavoro: per ora in Italia, anche se, sono ormai consapevole che la scelta definitiva e finale sarà all’estero, ma per ora non posso per questioni linguistiche che sto approfondendo.

N.B.
Chi dice che vuole restare in Italia e non va all’estero, “per amor di patria” lo dice solo perché non conosce bene la lingua inglese, altrimenti sarebbe già partito da anni luce!
Non credete ai vari “falsi patriottismi”.
Tu sei qui, in Italia, come me, perchè il tuo inglese non è “fluente” e non ti permette di andare via dall’Italia e lavorare all’estero.
Punto.

Dunque dicevamo?
Giusto: questioni linguistiche che sto approfondendo.

Nel tempo libero sto cercando di migliorare il mio livello di inglese per portarlo dal livello: Intermediate (B2) ad Upper Intermediate (C2).
(quindi la premessa è necessaria, per tutto ciò che leggerai a breve, onde evitare che tu ti faccia idee errate per arrivare a facili e rapide conclusioni all’italiana!)

Attualmente lavoro in Italia per una “classica S.r.l.” sotto i 15 dipendenti (non è casuale che il numero sia sotto i 15 dipenndenti.
Chi lavora nelle HR / Risorse Umane / o fa il Recruiter: lo sa bene che le tutele sotto i 15 dipendenti, in Italia, non esistono nelle aziende).

Per vari motivi che non sto qui a scrivere, vorrei cambiare società.

Mi sono detto: “facile cambiare lavoro! Che ci vuole?
Un Web Marketing Manager con quasi 20 anni d’esperienza online, chiunque lo vorrà nella propria azienda!
L’esperienza è fondamentale per far crescere il fatturato di un’azienda!”

Ma la mia ricerca di cambio lavoro, e di tanti colloqui fatti di persona, ahimè, mi ha fatto scoprire di quanto in basso siamo arrivati come Paese Italia, ma soprattutto come persone: gli italiani.

Parlo con “pischelli” freschi freschi d’università, o con qualche anno d’esperienza,
bravi ragazzi/e ma con esperienza 0 (zero) nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing.
Parlo anche con gente “anzianotta” troppo vecchia per comprendere le potenzialità d’internet.
Parlo anche con avvoltoi in cerca di “carne fresca” per i loro clienti e/o loro azienda.
Parlo con vari personaggi, che se facessero le imitazioni in TV, Vi fareste tante risate a sentirli ed anche a vederli.

In alcuni casi, ho dovuto persino spiegare la differenza che esiste tra un SEO ed un SEM! (scommetto che neppure tu che leggi la conosci :-p)
Si, perchè negli annunci lavoro (scritti dagli individui sopra citati – ndr), è spesso usanza fare dei “gran minestroni” di termini quali: “Cerchiamo un SEO SEM SOCIAL MEDIA WEB MARKETING PROJECT MANAGER
(5 persone in una – nrd)
E questi individui, dovrebbero “valutarmi” come Web Marketing Manager? E su quali basi (visto che non ne hanno – ndr)?

E perché parli con loro? Vi starete chiedendo…
Semplice, devo “colloquiare” con loro, perché sono i vari: HR / Risorse Umane / Recruiter, che le aziende hanno messo lì, per “vigilare” sulla “qualità” delle persone.
Sono loro che decidono: chi far entrare, e chi salutare diplomaticamente.

Tante chiacchiere e nessun contratto firmato.
Come si suol dire: “tanto fumo, e niente arrosto”.

Loro (HR / Risorse Umane / Recruiter) fanno a gara ad abbassare gli stipendi nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing.
Cercano professionisti, con competenze Senior, ma ti offrono paghe da Junior (per non dire da stagista – ndr)
Manca poco e sarai tu stesso a pagare loro per lavorare!

Inoltre, se non bastasse lo sfruttamento economico ridotto all’osso, da qualche anno
sempre per loro (HR / Risorse Umane / Recruiter), va anche “di moda” inserire in qualsiasi annuncio di lavoro nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing
(proprio alla fine, l’ultima riga dell’annuncio lavoro – ndr):

—————————————————————————————————————-
– Fluent english is mandatory (french not mandatory but preferred).
– Richiesta ottima conoscenza della lingua inglese
– La conoscenza della lingua inglese fluente è requisito necessario per partecipare al processo di selezione.
– Proficient in English.
– Ottimo inglese scritto e parlato.
– Ottima conoscenza della lingua inglese sia in forma scritta che parlata (il colloquio sarà interamente in lingua inglese).
– Fluent verbal and written English (English mother tongue is a plus)
– Si richiede una ottima conoscenza della lingua inglese, costituisce inoltre titolo preferenziale la conoscenza di una seconda lingua.
– Obbligatoria la conoscenza lingua inglese sia scritta che parlata.
English mandatory, additional languages are also welcome.
– Conosce fluentemente la lingua inglese.
– E’ richiesta la conoscenza fluente della lingua Inglese.
– Web Marketing Manager con Inglese.
– E’ richiesto essere Madre Lingua Inglese.
– Good knowledge of English language.
– Costituirà caratteristica imprescindibile la conoscenza fluente della lingua inglese.
– Speaks fluently in English.
– Lingue straniere: Inglese parlato e scritto (mandatorio) – Francese parlato e scritto (non mandatorio)
– Fluency in Italian and English are required.
– E’ richiesta la conoscenza fluente dell’inglese, sia scritto che parlato.
– Fluente conoscenza della lingua Inglese

– Ecc., Ecc., Ecc.
—————————————————————————————————————-

N.B.
Parliamo di lavori in Italia, il cui mercato è l’Italia e non l’estero!
Non c’è “export” da gestire con indiani-russi-cinesi od altri “alieni” che non parlano lo nostra lingua: l’italiano.
Parliamo di clienti italiani da gestire, in Italia!
Ma loro (HR / Risorse Umane / Recruiter) vogliono l’inglese, perchè i loro clienti (o anche loro stessi), non sanno parlare in italiano!

Sono quasi sempre multinazionali che sentono “l’odore dei soldi italiani” ed aprono la propria filiale in Italia.
Vengono qui, con la borsa piena di soldi, e con l’arroganza degli “invasori/colonizzatori” del nostro Paese: Italia

Quindi cosa state cercando ?

Un Web Marketing Manager o un Traduttore Inglese-Francese-Cinese-Tedesco-Indiano-Spagnolo-Russo?
(le altre lingue le ho aggiunte io, per estremizzare l’assurdità di ciò che oggi accade in Italia nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing – ndr)

Perchè mi sembra di capire, dalla mia personale esperienza che:
in Italia, l’italiano non è più sufficiente per poter lavorare: N.B. in Italia e non a Londra o a New York!
Dunque, sono giunto alla conclusione che, la lingua italiana è inutile se vuoi lavorare, in Italia, nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing !

E perchè non esistono più Web Marketing Manager di sola lingua italiana?

Perchè l’italiano (l’individuo oltre la lingua – ndr) è una specie in via d’estinzione.

Le aziende italiane (le poche rimaste e non fallite – ndr) si sono date “alla moda dell’international” cercando di “scimmiottare” i grandi managers:
tassativo: inglese fluente, altrimenti non lavori nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing.

Inutile sottolineare che hai esperienza.
Non voglio gente con carattere, ma burattini da manovrare a proprio uso e consumo!
L’importante è che tu sappia parlare l’inglese, al posto loro, che non lo parlano!
Devi saper parlare l’inglese, in modo fluente! (così, finalmente, loro che non lo parlano, avranno qualcuno che lo parla per loro nella loro azienda – ndr)

Loro vogliono un traduttore per l’estero e non un professionista: Web Marketing Manager.
Peccato che poi siano proprio “i managers” ed i vari “A.D. / Amministratori Delegati”
oltre agli addetti alle Risorse Umane / HR / Recruiter: a non sapere parlare in Inglese-Francese-Cinese-Tedesco-Indiano-Spagnolo-Russo!
e a scrivere l’annuncio lavoro, proprio grazie al Traduttore di Google, o al massimo grazie al supporto di qualche collega “british”.

Poi ci sono le aziende straniere, ed i vari “personaggi” del settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing, che si fanno i “fighetti british” (pur non essendo loro stessi neppure inglesi! – ndr)
e non sanno neppure una parola d’italiano, ma nonostante tutto vengono qui a colonizzarci con la loro lingua, usanze e costumi!

Il vero problema è che questi individui, non accettano “figure intermedie” tra il Web Marketing Manager e loro.
Devi saper parlare la loro lingua, oppure non ti fanno lavorare, nel tuo paese: Italia !

Anche se cerchi di essere “diplomatico” è inutile: stai perdendo solo tempo: il tuo tempo.

Per loro: non esistono gli interpreti, i traduttori e tutte quelle figure professionali che hanno fatto delle lingue straniere la loro attività.

Lo straniero dal cervello limitato, non accetta ed ignora l’esistenza di tali professionalità.

Siamo tornati al medioevo / invasioni barbariche, dove lo straniero, arriva: impone la propria lingua, usi e costumi
e cambia le regole del gioco, qui: in Italia, a proprio uso e consumo.”

Se tu che stai leggendo, sei un italiano/a (uno/a dei pochi rimasti/e) a lavorare in Italia nel settore: digital / web marketing / e-commerce / seo / sem / social media / online marketing
(e poi non stupiamoci se 100.000 italiani all’anno vanno via dall’Italia
e non torneranno mai più, neppure per le vacanze – ndr) e non cerchi un Traduttore Inglese-Francese-Cinese-Tedesco-Indiano-Spagnolo-Russo
ma invece stai cercando un Web Marketing Manager, che parli la tua lingua: l’italiano (pur avendo competenze ed esperienze nella gestione
di attività di web marketing in campo estero, coordinate dall’Italia)

puoi contattarmi, compilando il modulo sottostante:

 

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Offerte di Lavoro: Web Designer (Junior) Milano per Landing Pages – WordPress ed HTML

Web Designer (Junior) Milano per Landing Pages – WordPress ed HTML
Località: Milano (città)
Settore: Telecomunicazioni

Per Azienda di Telecomunicazioni, con sede in Milano (città),
cerchiamo un/una:

Web Designer (Junior) per Landing Pages – WordPress

con comprovata esperienza nel campo del web design per la creazione di Landing Pages, sia in HTML che in WordPress, da assumere all’interno del team Marketing & Comunicazione.

Note:
Si prega di indicare nella propria candidatura degli esempi di Landing Pages create con WordPress ed in HTML.

 

Il/la Web Designer (Junior) per Landing Pages – WordPress ed HTML

dovrà essere:
– esperto/a nella gestione dei CMS più conosciuti (WordPress in particolar modo)

richieste:
– Ottime conoscenze di CSS e HTML.
– Buona conoscenza dello sviluppo di layout per piattaforme WordPress.

Si ricerca una figura con ottime qualità per lo sviluppo/modifiche di: Landing Pages (sia in WordPress che in HTML) e per lo sviluppo/modifiche di: siti web (sia in WordPress che in HTML), e di NewsLetter, DEM.

Il candidato ideale è una persona con una spiccata creatività, interessata in generale al mondo del mobile e delle telecomunicazioni e lavorerà a stretto contatto con il team di sviluppo, marketing e di comunicazione per la gestione dei progetti grafici dell’azienda.

Gradita, ma non indispensabile: la buona conoscenza della lingua inglese.

Note:
Si prega di indicare nella propria candidatura degli esempi di Landing Pages create con WordPress ed in HTML.

Per candidarsi inviare il proprio CV (Curriculum Vitae), comprensivo di Lettera di Presentazione, alla seguente e-mail:
info@NoiSEOWebMarketing.com

citando nell’oggetto del messaggio: Rif. Web Designer (Junior) per Landing Pages – WordPress ed HTML

 

Facebook crolla nel target dai 13 ai 19 anni a causa di Instagram

Gli adolescenti, coloro i quali decretarono il successo iniziale di Facebook, adesso, lo stanno abbandonando rapidamente per andare su Instagram, altro social network, più fresco, ed usabile, che a differenza di Facebook, si basa prevalentemente sulle foto.

Lo afferma una ricerca, commissionata dalla banca d’investimento americana Piper Jaffray,
effetuata in U.S.A. su 7.200 studenti americani
tra l’autunno 2013 e la primavera 2014:
gli adolescenti continuano a lasciare Facebook per utilizzare: Twitter ed Instagram (sempre di proprietà di Facebook – ndr).

L’utilizzo del social network Facebook è crollato: dal 72% al 45% tra gli adolescenti con età compresa tra i 13 anni ed i 19 anni.
Dunque solo il 45% degli adolescenti usa Facebook.

Instagram è il social network che ha fatto registrare la maggiore crescita nell’utilizzo da parte dei giovani/adolescenti/teenager.

Stabile l’uso di: Tumblr
Cresce di poco: Pinterest

Inoltre Whisper e Yik Yak, sono altri 2 social network che stanno togliendo quote di mercato a Facebook, perché garantiscono più anonimato rispetto a Facebook.
E non è casuale che Facebook stia preparando una app che consentirà di dialogare in anonimato.

E’ arrivata anche una nuova app, creata per essere l’anti-Snapchat: Slingshot, è la app alternativa, dei messaggi usa e getta.

FacebookInstagram

 

Google va in India e prepara l’anti-WhatsApp, mentre Yahoo! compra MessageMe

Secondo alcuni “rumors” dei giorni scorsi, riportati dall’Economic Times:
Google sarebbe al lavoro per creare una nuova app per lo scambio di messaggi (per cellulari smartphone – ndr) e sfidare WhatsApp.

Google, ad inizio 2014, offrì 10 Miliardi di dollari per comprare WhatsApp,
ma l’offerta di Fecebook (19 Miliardi di dollari) soddisfò le richieste di WhatsApp,
e dunque Fecebook acquistò Whatsapp, l’app di messaggi sul cellulare.

Google, rimasta a “bocca asciutta”, creò una serie di servizi in “stile WhatsApp”:
Hangouts è un’app per inviare e ricevere messaggi, foto e altro ancora, e di effettuare chiamate video e vocali gratuite.

Nel 2015 è previsto il lancio dell’anti-WhatsApp, da parte di Google, in India ed altri Paesi emergenti.
Sarà il “Google Messenger” ?

L’India (815 Milioni di utenze mobile), rappresenta, dopo la Cina, il secondo mercato mondiale per la telefonia mobile.

E Yahoo! ?
Ha da poco acquistato: MessageMe
anche questa una app di messaggi, che in soli 2 mesi ha raccolto 5 milioni di utenti.
La startup MessageMe, secondo gli analisti dovrebbe avere un valore di circa 12 Milioni di Euro.

E sempre Yahoo! qualche mese fa, a Maggio 2014, comprò Blink, altra app rivale di Snapchat (la app con i messaggi, foto, video che si auto-distruggono / cancellano, dopo pochi secondi – ndr).

Quindi tutto ciò che è chat da mobile (per cellulari smartphone – ndr) è oggetto del desiderio da parte degli attuali big players: Google, Facebook, Yahoo!.

Google Logo 2010WhatsApp-WAYahooMessage-Me

 

Amazon pronta ad aprire il suo primo negozio “fisico” a New York. Un “Amazon Point”.

Non solo vendita online, ma anche vendita diretta ai clienti che entreranno nel proprio negozio
di Amazon, a New York
, all’indirizzo: 7 West 34th Street, vicino all’Empire State Building.

Dunque anche Amazon ha capito che il solo “virtuale” non è più sufficiente per fare e-commerce online, e che è necessario anche il negozio tradizionale.

Inizialmente il negozio di Amazon a New York, sarà un magazzino e conterrà un numero limitato di prodotti, in pronta consegna lo stesso giorno per la città di New York: sarà un “Amazon Point“, come i tanti negozi “fisici” che fanno da supporto ai siti e-commerce sia per ritirare i propri acquisti e sia per cambiarli se non soddisfatti.

La notizia è stata data dal Wsj (Wall Street Journal).
Aprire i negozi Amazon, corrisponde a fare marketing sul brand Amazon.

Se il primo negozio di Amazon, a New York, avrà successo, altre città ospiteranno gli “Amazon Point“.

Amazon

 

LinkedIn si piega alla Cina e Twitter fa causa al governo USA

2 dei “Social Network” più utilizzati al mondo, con 2 mentalità differenti:

LinkedIn scende a patti con il governo cinese e censura gli accounts degli utenti, pur di essere presente nel mercato cinese (notizia riportata dal Nyt (New York Times))

Twitter invece fa causa al governo USA perchè viola il primo emendamento ed impedisce di informare gli utenti su richieste di informazioni da parte della N.S.A. (National Security Agency).

Mentre: Google, Apple, Microsoft, Facebook: forniscono informazioni all’N.S.A. (National Security Agency), senza dire nulla ai propri utenti!

Quindi, riepilogando, facciamo il punto della situazione:
LinkedIn pensa ai soldi e si piega alla Cina, censurando ciò che il governo cinese vuole, pur di entrare nel mercato cinese.
Google, Apple, Microsoft, Facebook: fanno il gioco dell’N.S.A. (National Security Agency), senza informare i propri utenti!

Ed infine il (social network) coraggioso Twitter, farà addirittura causa al governo USA, con una denuncia depositata presso una corte federale della California!

Non mi sembra che in tema di libertà d’espressione, noi “occidentali” siamo poi così diversi dalla Cina.
I Social Media, sono sempre meno “social” e sempre più “media”.

A Buon Intenditore…

LinkedinTwitter

 

Samsung crolla del -60% negli utili a causa di Apple (con l’iPhone 6 ed iPhone 6 Plus)

E’ il peggiore trimestre dal 2009. Samsung è tornata indietro di 5 anni!

Nel terzo trimestre del 2014, l’utile (-60%) operativo di Samsung è di 4.100 Miliardi di Won
(3,8 Miliardi di dollari).

Il calo maggiore si è registrato nella vendita di smartphone,
a causa della concorrenza di Apple (con l’iPhone 6 ed iPhone 6 Plus) oltre ai competitors cinesi.

In borsa, il titolo di Samsung, vale il -15% da inizio 2014.

SamsungApple

 

Yahoo! dopo Alibaba, pronta a scommettere su Snapchat

Secondo il Wsj (Wall Street Journal):
Yahoo! vuole Snapchat.

Snapchat, ad oggi, è valutata in: 10 Miliardi di dollari.
Snapchat è una app molto popolare tra i giovani ed in particolar modo tra gli adolescenti.
E’ un’app per chattare con immagini che si auto-distruggeranno entro pochi secondi (da 1 a 10 secondi in base alle preferenze impostate dagli utenti), senza che gli utenti possano salvarle: una chat “usa e getta”, definita da molti.

In passato anche Facebook era interessata ad acquistarla,
ma ricevette un “no” perchè, a dire dei fondatori, l’app valeva molto di più di quanto offerto da Facebook (3 Miliardi di dollari, nel 2013 – ndr).

Ed oggi?
Ecco spuntare Yahoo! forte del successo ottenuto su Alibaba (di recente quotata in borsa – ndr) dove ha investito 1 miliardo di dollari nel 2005 per rilevare il 40% della società di e-commerce cinese.

Yahoo! ha guadagnato 9,4 Miliardi di dollari, dopo la quotazione in borsa di Alibaba.

In passato Yahoo! ha anche investito 1,1 Miliardi di dollari per il blog Tumblr.

YahooAlibabaSnapchatTumblr

 

Le cantanti ed attrici di Hollywood contro Google

Per quale motivo ?

Perchè le foto private delle cantanti ed attrici di Hollywood sarebbero state “rubate” da Google.
(il termine tecnico sarebbe “indicizzate” da Google, all’interno di Google Immagini – ndr)

Ma il colpevole non è Google, bensì Apple!

E perchè mai Apple ?
Perchè le immagini rubate dagli hackers, sono state “prelevate”
in iCloud, di Apple.

Successivamente, le foto, privatissime, delle attrici e delle cantanti
sono state indicizzate da Google, all’interno di Google Immagini.

E questo significa che questa “moda” di salvare online i propri dati personali, foto, video, ed altro,
non è sinonimo di garanzia e privacy
, come Vi hanno fatto credere.

Se volete archiviare le Vostre foto e video, fatelo su un hard disk esterno, che è più veloce e sicuro dei sistemi d’archiviazione online.

Google-ImmaginiHollywood

 

Hong Kong, la Cina censura Internet ma FireChat funziona anche senza Internet

Il governo cinese ha paura di Internet e censura la rete!

Il sito di Yahoo! è diventato inaccessibile in molte parti della Cina.
Lo ha segnalato il sito Greatfire.org, che monitora il Great Firewall: il sistema di filtraggio cinese.
Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, Snapchat: tutti i Social Network stranieri sono stati censurati!

Il governo cinese ha capito che l’unico modo per evitare ciò che è accaduto nella “primavera araba”, è censurare Internet.
I Social Network: Facebook in primis, documentarono la rivolta di ciò che le tv arabe censuravano.

Ma la tecnologia è più forte di ogni regime e dittatura, e nasce FireChat
per permettere agli utenti di questa App di comunicare anche senza Internet, o connessioni Wi-Fi.

FireChat era stata creata per i concerti e/o in situazioni in cui tante persone sono concentrate in un’area senza Internet.
Ed invece FireChat è diventata lo strumento principale di comunicazione per le proteste ad Hong Kong, in Cina per la democrazia.

Questa App funziona sia per iPhone che per i cellulari con Android e trasforma i cellulari in walkie-talkie. Inoltre fa inviare anche i messaggi in offline.
L’unico limite è che le persone con l’app di FireChat devono essere concentrate entro 70 metri di distanza fra di loro.

FireChat funziona con il Bluetooth.

Open Garden è la società che l’ha creata.

Scarica la app: Download FireChat
(clicca sul link sopra evidenziato in blu)

FireChat ha iniziato a diffondersi in Asia, grazie alla “protesta dei girasoli” a Taiwan.
Ad Hong Kong l’app in un solo weekend è stata scaricata più di 100.000 volte, in Cina.
FireChat, in passato, è stata usata anche da molti utenti in Iraq, Iran, India, Brasile e Messico.

Se si pensa all’export ed alla Cina, oltre ad altri paesi dove regna poca trasparenza e democrazia,
valutate bene, prima di andare ad investire in questi paesi.

La libertà di comunicare non ha prezzo e non è un costo!

Siamo insieme a FireChat, e con le migliaia di ragazze e ragazzi, della “rivoluzione degli ombrelli”, ad Hong Kong che urlano in Cina la parola: democrazia.
Coraggio!

FireChatStudenti-proteste-Hong-Kong-CinaAPTOPIX Hong Kong Democracy Protest

 

eBay e PayPal si dividono in 2 società indipendenti

Ebay e PayPal (società di eBay per i pagamenti online – ndr) saranno 2 società indipendenti a partire dall’anno 2015.
Approvato lo “spin off” di PayPal dal 2015.

Ma perchè eBay si separa da PayPal ?

Secondo alcune ipotesi, tale decisione sarebbe legata ai 2 principali players:
Apple
Alibaba

Apple ha da poco lanciato il proprio sistema di pagamenti ApplePay
ed Alibaba è stata quotata in borsa.

Per oltre 10 anni: eBay e PayPal sono state 2 società unite, ed hanno tratto vantaggi dell’essere insieme.

eBay-PayPal

 

Yahoo! chiuderà definitivamente Yahoo! Directory entro la fine del 2014

Dopo 20 anni la Directory più antica ed importante del web: chiude, perché i motori di ricerca sono più veloci di una Directory nella ricerca delle informazioni.

E pensare che Google neppure esisteva, quando Yahoo! Directory iniziò a fornire ai milioni di utenti in tutto il mondo gli elenchi di siti, ordinati per singola categoria, selezionati dai propri editori.

Nel 1994, Yahoo! Directory era conosciuta come: “La guida di Jerry e David al Web”

Nel 1995, Jerry Yang e David Filo hanno creato: Yahoo!

Nel 1998, anno ufficiale del lancio di Google, il motore di ricerca sconosciuto a chiunque, Yahoo! Directory era il sito più conosciuto per gli utenti del web.

Yahoo! Directory aveva ha già chiuso, il 10 dicembre 2009, in diversi Paesi: in Italia, Francia, Germania e Spagna.

Che dire: 20 anni di gloria e di storia, per Yahoo! Directory, che chi ha esperienza online, non dimenticherà mai…

Yahoo-Directory

 

16 anni di Google. Vi racconto la storia: Altavista-Yahoo-Google

Oggi Google, il tanto amato (ma per tanti odiato – ndr) motore di ricerca,
compie i suoi 16 anni.

La sua storia in sintesi:

anno:
– 1995: Larry Page e Sergey Brin (i 2 fondatori di Google – ndr), si erano incontrati in campus di Standford, per lavorare ad un nuovo motore di ricerca. In origine non era Google, ma si chiamava: BackRub.
L’algoritmo si basava sul principio della rilevanza delle pagine, oggi conosciuto come: Page Rank (o quel che ne rimane – ndr).

– 1997: viene registrato il dominio: Google.com

– 1998: nasce ufficialmente Google in un garage di Menlo Park (dove attualmente c’è anche il quartier generale di Facebook), Larry Page e Sergey Brin (i 2 fondatori di Google – ndr) iniziano a muovere i primi passi con quello che diventerà il motore di ricerca più utilizzato al mondo.

– 2000: nasce Google AdWords (il prodotto di punta di Google che diventerà “la miniera d’oro” per Google):
Google AdWords è la piattaforma di gestione pubblicitaria per gli annunci testuali: principale fonte di guadagno di Google.

– 2001: nasce Google Ricerca Immagini
motore di ricerca specifico per le immagini

– 2002: nasce Google News
aggregatore e motore di ricerca di notizie

– 2003: nasce Google Gmail
la “classica” posta elettronica gratuita per gli utenti che ne desiderano farne uso.
All’epoca era Hotmail di Microsoft, il principale player mondiale, insieme a Yahoo! per numero di accounts creati dagli utenti con necessità di disporre della posta elettronica, gratuita.

– 2004: Google si quota in borsa

– 2005: nascono Google Maps (che ha cambiato la vita a molti di noi, con le sue spendide mappe – ndr) Google Earth e Google Analytics (che analizza il traffico dei siti web, elaborando statistiche reali)

– 2006: Google compra YouTube (la piattaforma di diffusione video, più utilizzata al mondo)

– 2008: nasce Google Chrome (il browser per “navigare” in internet), principalmente, per togliere quote di mercato ad Internet Explorer di Microsoft.
E sempre nel 2008, nasce il sistema operativo: Android (la rivoluzione degli smartphone).

– 2010: nasce il primo smartphone con il marchio Google Nexus One

– 2011: cavalcando la moda dei Social Media, e soprattutto per contrastare Facebook, nasce anche il social network: Google Plus.

Ed infine i tanto discussi occhiali che possono registrare immagini, con video, foto, oltre che a connettersi ad internet: i Google Glass.

Ma come fece Google a diventare così famoso, grande e potente ?

Non tutti lo sanno, ed in pochi lo ricordano (solo chi può vantare una lunga esperienza online ha vissuto quei momenti e “cavalcato l’onda” – ndr)

Era il 2001 quando Yahoo! che in Italia era il secondo motore di ricerca (il primo era Altavista, che “macinava” oltre 14 Milioni di Utenti Mensili – ndr) sostituì la tecnologia di ricerca di Inktomi per introdurre quella di Google.

Questa mossa permise a Google d’avere una visibilità straordinaria, all’interno delle ricerche di Yahoo!
In sintesi: Yahoo! aveva Milioni di utenti in tutto il mondo che utilizzavano i propri servizi, ma quando cercavano delle informazioni o prodotti o anche curiosità, all’interno del motore di ricerca di Yahoo! compariva la pagina con il logo di Google ed i risultati di ricerca di Google!

Complimenti ai “guru” di Yahoo! Si sono messi la ghigliottina sulla testa da soli!

L’accordo Yahoo! – Google durò dal 2001 al 2004.

E così fu, che grazie a questa strategia di co-marketing (straordinaria per Google e suicida per Yahoo!)
il pesce piccolo Google mangiò proprio dall’interno il pesce grosso Yahoo!
Il resto della storia, l’avete già letta e la conoscete.

AltavistaYahoo-Google

 

E-Commerce: i Social Media non influenzano più gli acquisti. Finita la moda dei social.

La prima domanda è: Vi risulta che i social media abbiano mai influenzato realmente gli acquisti ?

Chi va su Facebook, su Twitter, ecc. ecc. ecc., ci va nel proprio tempo libero.
Tanto “cazzeggio” e poco ROI per le aziende.
Si è sempre saputo, ma “la moda è moda”
ed i social media sono entrati nelle teste (con poca materia grigia? – ndr) di chi ad ogni novità vuol cavalcare l’onda.

Il fatturato di Facebook non c’entra nulla con il ROI delle campagne pubblicitarie sui Social Media.
Facebook è una cosa, le Vostre campagne online su Facebook sono tutt’altro.

Ed i Milioni di italiani che li utilizzano, li usano in modo “passivo” come la tv, stanno lì, tanto per passare il tempo libero.
Per quale motivo dovrebbero parlare bene di un prodotto (del Vostro – ndr) nel loro tempo libero sui Social Media ?

Ed infatti, a meno di 2 anni, dalle ultime “gloriose” ricerche sui Social Media, come si suol dire: “casca l’asino
(e tutte le pecore che hanno seguito l’asino negli ultimi 2 anni – ndr).

Il report globale è stato realizzato da Capgemini, intervistando oltre 18.000 acquirenti digitali in 18 Paesi.

Il negozio fisico ha molta importanza per il 72% degli intervistati.
Il 67% considera il negozio online, importante.
I Social Media sono in declino e non influenzano gli acquisti per i siti e-commerce.

FacebookTwitterE-Commerce

 

Facebook contro Google, con Atlas: nuovo sistema per la pubblicità online

Concentriamoci sui numeri:

Google, ha chiuso il secondo trimestre del 2014 con ricavi pubblicitari pari a 14,36 Miliardi di dollari.
Facebook, ha chiuso il secondo trimestre del 2014 con ricavi pubblicitari pari a 2,68 Miliardi di dollari.

La notizia, riportata dal Wsj:

Atlas è la nuova piattaforma pubblicitaria con cui Facebook punta a guadagnare terreno su Google nel campo della pubblicità online.

Lancio previsto per la prossima settimana.
Trattasi di una versione riprogettata dell’Atlas Advertiser Suite.
Facebook comprò l’Atlas Advertiser Suite, nel 2013, da Microsoft.

Sia Google che Facebook puntano a riconoscere, mediante strumenti automatizzati, le abitudini degli utenti di smartphone e tablet, oltre agli utenti che navigano sul web, con i notebook e pc.

Facebook-AtlasGoogle-AdWords

 

Posizionamento SEO per la Russia: Yandex. Traduzione testi Italiano-Russo

In Russia, a differenza dell’Europa dove Google spadrodeggia con i vari suffissi regionali (.it / .fr / .es / .de e via dicendo – ndr) non è Google.ru il primo motore di ricerca, ma è Yandex.ru (Яндекс).

Per chi vuole esportare in Russia (fare Export – ndr) con un sito di e-commerce in russo: Yandex rappresenta la principale “porta d’ingresso”.

Per ottimizzare un sito di e-commerce in Russia al fine d’agevolare il nostro export,
occorre capire la mentalità e cultura russa.

Il sito di e-commerce più diffuso in Russia, non è ne’ eBay e neppure Amazon,
bensì si chiama: Ozon.ru.
Il fatturato di Ozon potrebbe raggiungere entro la fine del 2014 un miliardo di dollari.

Il sistema commerciale della Russia off-line, nel 2012, ha generato un volume d’affari pari a 670 Miliardi di dollari, mentre quello online, solo l’1,9%.
In Cina ed in Brasile, l’e-commerce ha rappresentato, sempre nel 2012, il 5% di tutte le transazioni dei rispettivi paesi.

La Russia, per quanto concerne l’e-commerce, è indietro di 9 anni rispetto agli U.S.A. e di 7 anni rispetto alla Gran Bretagna,

Sia gli U.S.A. che la Gran Bretagna, nel 2003 e nel 2005, avevano registrato gli stessi volumi e-commerce della Russia.
E questo significa che il modello dei consumatori russi è simile a quelli europei ed americani, quindi il modello russo, potrebbe replicare quello degli U.S.A. e Gran Bretagna, sempre secondo gli analisti di Morgan Stanley.

Classifica dei Siti più visitati in Russia:
Avito (online classified),
KupiVIP, Lamoda (abbigliamento, calzature, accessori),
Biglion (sconti su acquisti collettivi)
Wikimart (online retail),
AnywayAnyday (biglietti aerei).

I social media più diffusi in Russia sono:
VK – Vkontakte (ВКонтакте) (228 Milioni di utenti registrati)
è un servizio di file sharing che permette di scaricare e condividere video e file musicali senza alcuna limitazione.

Odnoklassniki  (148 Milioni di utenti registrati)
è un social network per far rimanere in contatto gli ex compagni di scuola (in stile FB – Facebook “primordiale” – ndr)

Entrambi molto più diffusi rispetto a Facebook.

Il mercato della Russia è in forte crescita da diversi anni ma la lingua utilizzata (l’alfabeto cirillico) rappresenta un ostacolo per molti europei ed anche americani.
I caratteri cirillici, per noi europei, rappresentano “una scrittura aliena”, a dir poco incomprensibile!
E questo fattore ha reso Yandex, il primo player, in Russia, sulle ricerche online.

In base ad una ricerca effettuata da Morgan Stanley, la Russia,
rappresenta l’unico sbocco, ad Est dell’Europa, alla crisi che ha colpito molti paesi europei.

Queste le previsioni secondo Morgan Stanley:

entro il 2015, l’e-commerce in Russia crescerà e dovrebbe aumentare dagli attuali 12 Miliardi di dollari ad almeno 36 Miliardi di dollari.

Questo rappresenterebbe il vero boom per i siti di e-commerce in Russia.

E proprio questa crescita dovrebbe favorire il posizionamento sul mercato del motore di ricerca russo Yandex.

La Russia è il primo paese in Europa per numero utenti, il 71% della popolazione (87 Milioni di persone) ha accesso ad internet.

Il numero delle vendite, per i prodotti di lusso legati ai settori fashion e design è aumentato di circa il +30%.

L’87% degli utenti russi cerca prodotti e servizi proprio su Yandex.

In Russia, Yandex, è seguito da:
– Google.ru
– Mail.ru
– Rambler.ru
– Bing.

Ogni giorno si stimano quasi 60 Milioni di persone che effettuano ricerche su internet mediante il motore di ricerca russo Yandex.ru.

Previsti, in Russia, 72 Miliardi di dollari nel 2020 per i siti di e-commerce.

Yandex-RussiaYandex

 

Posizionamento SEO Russia: Yandex
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Alibaba ha una capitalizzazione superiore ad: eBay, Twitter e LinkedIn messi insieme!

Oltre 245 Miliardi di dollari per Alibaba, in un solo giorno di borsa!
I ricavi di Alibaba sono pari alla somma di: Amazon ed eBay!

Le azioni di Alibaba, società di e-commerce cinese, collocate a 68 dollari,
hanno raggiunto quota 100 dollari per poi chiudere a 93,89 dollari, con un guadagno del 38,1% in un solo giorno!

Alibaba è il punto di riferimento per lo shopping online cinese, ed entra nella top 12 delle offerte pubbliche di sempre: dopo Wal-Mart e Chevron, prima di JPMorgan e Facebook.

Numeri impressionanti, per il gruppo cinese anche se inferiori ai 400 Miliardi di dollari di Google ed agli oltre 500 Miliardi di dollari di Apple.

Alibaba, è stato creato da Jack Ma, ex insegnante di inglese, in un’appartamento di Hangzhou.

Alibaba, con 300 Milioni di clienti, è un sito di e-commerce, in grado di vendere libri, giocattoli, abbigliamento, auto.
Totalizza l’80% del traffico internet in Cina per gli acquisti online.

Il nome delle azioni di Alibaba, nel listino dei titoli della borsa di New York è: Baba

Alibaba

 

Alibaba e Zalando si quotano in Borsa. Le 2 stelle dell’E-Commerce.

Pronte le 2 IPO: tra New York e Francoforte.

Alibaba, il sito internet cinese più importante che si occupa di e-commerce prevalentemente in Cina, potrebbe valere tra i 22 e i 25 Miliardi di dollari 
collocando le proprie azioni, con un range fissato tra 66 ed i 68 dollari.
La quotazione di Alibaba avverrà alla Borsa di New York (Wall Street).

Zalando, altro sito internet dell’e-commerce, molto importante in Europa si quoterà alla Borsa di Francoforte, potrebbe valere 5,6 Miliardi di Euro.
Il prezzo medio per azione avrà un range tra i 18 ed i 22,5 Euro
Zalando, prevede le transazioni sui listini il 3 Ottobre 2014.

Zalando è un sito di e-commerce specializzato nella vendita online di scarpe, abbigliamento ed accessori moda.
La società è nata nel 2008 (6 anni fa) ed ha le proprie succursali in 15 Paesi.
La sede principale è a Berlino ed è guidata da un gruppo di giovani trentenni.

AlibabaZalando

 

Google ha il monopolio mondiale delle ricerche online. La Germania chiede l’algoritmo

La Germania vuole conoscere il segreto di Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo,
e chiede ufficialmente la formula dell’algoritmo di Google.

Il motivo di tale richiesta, secondo Berlino, sarebbe motivato dal fatto che
Google ha assunto una posizione di monopolio in Europa (e non solo – ndr).

La richiesta è pervenuta dal Ministro della Giustizia tedesco: Heiko Maas.
“Don’t be evil” era (forse lo è ancora? – ndr) il motto (slogan) di Google.

Ad oggi, visto il fatturato di Google a livello mondiale, tante cose sono cambiate da quando i 2 soci fondatori iniziarono le attività chiusi nel loro garage…

Google determina il successo e/o insuccesso delle aziende e delle singole persone
che cercano visibilità online sul motore di ricerca.

In pochi lo sanno (a parte gli esperti del Web Marketing – ndr):
l’algoritmo di Google, non è soltanto “automatico” ma c’è anche una componente umana
(i guasta feste – ndr) che modificano manualmente i risultati automatici e penalizzano i siti nel motore di ricerca.

Fare SEO oggi, su Google, equivale a fare quasi una “dichiarazione di guerra” contro Google.
Posizionare un sito nei risultati organici di Google, equivale a togliere fatturato a Google
mediante la propria piattaforma a pagamento denominata Google AdWords.

Questa è la verità per il posizionamento organico dei siti su Google: è sempre e solo una questione di soldi. Altro che etica e “regolette comportamentali” (norme sulla qualità – ndr) da rispettare per essere posizionati in Google.

Google Logo 2010Germania

 

WhatsApp contro Skype: si prepara per le chiamate vocali

In arrivo l’ultima novità per WhatsApp (la chat dei cellulari) annunciata all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona: in arrivo le chiamate vocali.

WhatsApp contro Skype ?

Lo annuncia il sito Ndtv Gadgets:
nell’ultimo aggiornamento dell’app per iOS, il sistema operativo per gli iPhone ed iPad: viene chiesto di abilitare l’accesso al microfono in modo tale da poter effettuare le telefonate via internet.

Classifica utenti WhatsApp:
– Paesi asiatici (nelle prime posizioni)
– Sudafrica
– Spagna (al sesto posto).

Con le chiamate vocali, WhatsApp diventerebbe anche un software Voip, offrendo così un servizio simile a Skype e ad altre applicazioni per cellulari per telefonare online gratis.

Le stime di GlobalWebIndex di fine Maggio 2014, indicano che sulla piattaforma di WhatsApp circa il 19% della popolazione che utilizza internet in tutto il mondo, si scambia i messaggi.

Ed anche Facebook, che nel Febbraio 2014 ha comunicato l’acquisizione di WhatsApp per 19 Miliardi di dollari, ha già introdotto la possibilità di fare chiamate vocali via Internet con i contatti FB.

A fine Agosto 2014, WhatsApp aveva 600 Milioni di utenti attivi al mese, mentre ad Aprile 2014 era a 500 Milioni di utenti attivi.

WhatsApp-WASkype